
PUN e PSV in bolletta: cosa sono e come scegliere tra prezzo fisso e indicizzato
Ti è mai capitato di aprire la bolletta e chiederti cosa significano quelle sigle strane? PUN, PSV, spread… sembra un codice segreto inventato per confondere le idee. In realtà , una volta che capisci cosa sono, ti rendi conto che non sono così complicati. Anzi, diventano uno strumento utile per orientarti tra le offerte e capire se quello che stai pagando è giusto o no.
Partiamo da una premessa: queste due sigle sono i principali indici del mercato all’ingrosso. Sono i prezzi a cui i fornitori comprano energia elettrica e gas prima di rivenderla a te. Quando vedi un’offerta “indicizzata” o “variabile”, significa che il prezzo finale è legato a questi indici. Vediamoli uno per uno.

Cos’è il PUN (e il nuovo PUN Index GME)
PUN sta per Prezzo Unico Nazionale. È il prezzo di riferimento dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia . Viene calcolato dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) e pubblicato ogni giorno . Dal 1° gennaio 2025 è stato introdotto il PUN Index GME, una versione aggiornata che tiene conto in modo più preciso dei prezzi nelle diverse zone d’Italia e delle fasce orarie .
Tradotto in parole povere: è il prezzo a cui l’energia viene scambiata tra chi la produce e chi la vende. Poi, a questo valore, il fornitore aggiunge il suo margine (spesso chiamato “spread”) e ottieni il costo finale della materia energia nella tua bolletta .
Il PUN non è uguale per tutte le ore. Viene suddiviso in fasce orarie :
- F1: ore diurne dei giorni feriali (dal lunedì al venerdì, 8-19). È la fascia più costosa.
- F2 e F3: ore serali, notturne e i fine settimana. Sono le fasce più economiche.
- F0: è la tariffa monoraria, un prezzo unico valido per tutte le ore.
Se hai un contratto con tariffa bioraria, ti conviene spostare i consumi più pesanti nelle fasce F2 e F3. Se invece sei sempre a casa e consumi in modo uniforme, la monoraria F0 potrebbe essere più semplice e conveniente .

Cos’è il PSV
PSV significa Punto di Scambio Virtuale. È l’equivalente del PUN ma per il gas . È il prezzo all’ingrosso del gas naturale in Italia, determinato dagli scambi tra operatori in un mercato virtuale gestito dal GME .
Anche in questo caso, quando vedi un’offerta con scritto “PSV + 0,05 €/Smc”, significa che pagherai il valore del PSV (che cambia ogni mese) più una quota fissa decisa dal fornitore . Il PSV è diventato particolarmente importante negli ultimi anni, perché l’Autorità ha deciso di basare su di esso gli aggiornamenti delle tariffe, rendendo il prezzo più aderente al mercato italiano .
Come incidono PUN e PSV sulla bolletta
Attenzione a un punto fondamentale: PUN e PSV non sono l’intera bolletta. Influiscono solo su una parte, quella chiamata “spesa per la materia energia” . Il resto è composto da:
- Spese per il trasporto e la gestione del contatore (uguali per tutti i fornitori)
- Oneri di sistema
- Imposte (Iva e accise)
Quindi, quando confronti un’offerta a prezzo fisso con una indicizzata, stai confrontando solo come viene calcolata la materia energia. Le altre voci rimangono sostanzialmente le stesse a prescindere dal fornitore che scegli.
Prezzo fisso o indicizzato? La scelta che cambia la bolletta
Arriviamo al punto cruciale. Una volta che hai capito cosa sono PUN e PSV, devi decidere che tipo di offerta fa per te. Non esiste una risposta giusta in assoluto, dipende da come sei fatto e da cosa cerchi .
Come funziona il prezzo fisso
Con il prezzo fisso, blocchi il costo della materia energia per un periodo determinato, di solito 12 o 24 mesi . Il prezzo non cambia indipendentemente da quello che succede nei mercati.
I pro:
- Hai stabilità e prevedibilità . Sai quanto paghi e puoi fare un budget familiare senza paura di sorprese .
- Se i prezzi all’ingrosso salgono, tu sei protetto. Continui a pagare lo stesso prezzo bloccato .
I contro:
- Se i prezzi scendono, tu non ne benefici. Rimani col prezzo più alto fissato in precedenza .
- Di solito, il prezzo fisso iniziale è leggermente più alto di quello variabile, perché il fornitore si prende il rischio di eventuali aumenti .
Come funziona il prezzo indicizzato (o variabile)
Con il prezzo indicizzato, il costo della materia energia è legato all’andamento del PUN (per la luce) o del PSV (per il gas) . Di solito la formula è: indice del mese + spread .
I pro:
- Segui il mercato. Quando i prezzi all’ingrosso scendono, la tua bolletta scende subito .
- Le offerte indicizzate hanno spesso costi accessori più bassi .
I contro:
- Se i prezzi salgono, la bolletta sale con loro. Puoi trovarti a pagare molto di più da un mese all’altro senza preavviso .
- Hai meno prevedibilità . È più difficile fare un budget annuale preciso .
Quindi, come si sceglie?
Non esiste una verità assoluta. La scelta dipende da te :
Scegli il prezzo fisso se:
- Vuoi dormire sonni tranquilli senza pensare all’andamento dei mercati.
- Hai un budget familiare fisso e non vuoi rischiare rincari improvvisi.
- Prevedi che i prezzi possano salire nei prossimi mesi.
Scegli il prezzo indicizzato se:
- Sei disposto a monitorare i consumi e l’andamento del mercato.
- Pensi che i prezzi possano scendere o rimanere stabili.
- Vuoi sfruttare i ribassi quando ci sono, anche a costo di sopportare i rialzi.
Una strategia intelligente è usare i dati reali dei tuoi consumi. Sul Portale Consumi (con SPID) puoi vedere quanto hai consumato negli anni e capire qual è il tuo profilo . Poi, confronta le offerte con calma. Ricorda che nel mercato libero puoi cambiare fornitore quando vuoi, senza penali, in qualsiasi momento .
